Nord America - Gli Stati del Sud-Ovest

"Se puoi vedere, guarda. Se puoi guardare, osserva."


 
la galleria fotografica
by Sysa e Mara



periodo 28 marzo - 11 aprile 2003
km percorsi 7000
costo da 1700 euro a testa
a cura di... Eva, Mara, Roby, Toky

 

© Graphicmaps.com ©

 

   


28 marzo
arrivo a Las Vegas (Nevada)
km 50

Arriviamo a Las Vegas alle 11 di sera ora locale (durante questo viaggio cambieremo ora diverse volte, perchè ogni Stato ha il suo orario: l'Arizona, per esempio, osserva il Mountain Standard Time per tutto l'anno, tranne nella Riserva Indiana, dove, in primavera, si cambia l'ora) e siamo immediatamente catapultati nell'atmosfera tipica di questa città: slot machines ovunque , gente che gioca, vince, perde, e, soprattutto, un incessante e sordo tintinnio. Ci dirigiamo al bancone della Alamo per ritirare l'auto che abbiamo riservato. Ci accorgiamo subito della cortesia delle persone, della loro disponibilità. Ci portano in un enorme parcheggio pieno pieno di auto e ci indicano la categoria delle auto tra le quali possiamo scegliere: circa 50 fuoristrada, quasi tutti nuovi, super accessoriati. La scelta è ardua, soprattutto perchè Toki, il nostro "autista", è molto pignolo in fatto di quattro ruote. Optiamo per una Pontiac grigia, non molto bella esteticamente (una supposta?) ma comoda e spaziosa. In un viaggio di questo tipo, il così detto viaggio on the road, l'auto è una vera priorità. Non risparmiate nè su spazio nè su prezzo, un fuoristrada è l'ideale. Ricordate che in due settimane abbiamo percorso più di 7000 km, perciò capite bene come un'auto confortevole sia essenziale. Noi l'abbiamo prenotata dall'Italia attraverso Internet, e se si tengono sotto controllo i siti delle migliori agenzie per qualche giorno, possono capitare offerte veramente vantaggiose. Prenotare in loco, comunque, non è affatto un problema, la disponibilità non si esaurisce mai. Raccomandiamo inoltre di non risparmiare su assicurazioni (la CASCO è d'obbligo), non si sa mai! Consigliamo inoltre un'assicurazione personale: le strutture ospedaliere negli States sono tutte private e piuttosto care. Anche in questo caso non si sa mai! Per la prima notte a Las Vegas abbiamo prenotato una camera dall'Italia, attraverso Internet. Anche questo non era necessario, le camere sono infinite in questa città, ma arrivando così tardi la sera, dopo un viaggio così lungo, nessuno ha voglia di mettersi a cercare una camera. Il nostro alberghetto (Nevada Palace Hotel & Casino) è lontano dalle luci intermittenti dello Strip, il vialone centrale di Las Vegas su cui si affacciano i più spettacolari alberghi a tema. Una volta sul posto scopriamo però che dormire in uno di quegli alberghi non è eccessivamente caro,... la prossima volta sperimenteremo! Oramai è l'una, sono più di 24 ore che giriamo, e domani ci aspetta una giornata pienissima, quindi ci concediamo solo una veloce perlustrazione della città , senza scendere nemmeno dall'auto (e chi ha le forze!). Commenti e sensazioni alla fine della vacanza.

 


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29 marzo
Las Vegas - Snow Canyon SP - Zion NP - Mount Carmel Jct(Utah)
km 400

La sveglia suona alle 6 e mezza, alle 7 ci troviamo nel bar dell'albergo per fare colazione: incredibile ma vero, per accedere alla zona riservata al ristorante dobbiamo passare per una sala da gioco e zigzagare tra slot machines e tavoli verdi. Sono solo le sette del mattino e il casinò è già pieno. Non capiamo se la gente è lì dalla sera precedente o se abitualmente, ogni mattina, prima di andare a lavorare, tenta la fortuna al gioco. Fin dal primo giorno capiamo che la colazione sarà il pasto più appetitoso e salutare della giornata, quindi non ci risparmiamo nelle abbuffate. Dopo una veloce occhiata allo Strip, non più illuminato da miliardi di neon, lasciamo Las Vegas e sull'autostrada n.15 valichiamo prima il confine con l'Arizona nei pressi di Mesquite (a 135km) e poi quello con lo Utah (dopo altri 40km). Ci dirigiamo ora alla volta di St. George, cittadina a pochi km dal confine da dove comincerà la nostra visita allo Snow Canyon , ma non prima di aver sgranocchiato qualcosa in un posto chiamato Fazoli's.
Ed eccoci al nostro primo parco. Essendo uno State Park, paghiamo 5$ a veicolo per entrare, e visitiamo il parco dalla macchina. Una comoda strada asfaltata infatti sale per la riserva naturale e permette di godere dei punti panoramici migliori. Per chi ha a disposizione più tempo, vi sono anche numerosi sentieri di varia lunghezza che conducono nelle zone più interessanti. Sebbene questo sia un parco minore, siamo subito abbagliati dal colore rosso fuoco delle pareti del canyon, che contrastano perfettamente con il blu intenso del cielo e con il nero delle rocce laviche. In quest'area infatti si possono vedere anche dei vulcani estinti, la cui lava, migliaia di anni fa, ha ricoperto di basalto porzioni di canyon. All'uscita del parco la strada ci riporta di nuovo a St.George dove prendiamo ancora l'autostrada n.15 per alcuni km, prima di deviare sulla strada n.9 che ci conduce nei pressi di Springdale, all'entrata del primo parco nazionale della nostra vacanza: lo Zion National Park (a 80 km da St.George). Compriamo la tessera cumulativa che ci permette di visitare tutti i parchi nazionali degli Stati Uniti ad un costo è incredibile: 50 dollari ad automobile.
Siamo ormai al tramonto; visitiamo il parco percorrendo la Scenic Drive per circa 30 km. La strada corre parallela al fiume Virgin, il quale ha scavato e continua a scavare il canyon. Il paesaggio è molto vario, e in parte simile alle nostre montagne alpine. Scogliere massicce e multicolori, canyon profondi, torri e monoliti dalle mille forme. Infine, per chi vuole godersi la giornata in tranquillità, sulle sponde del fiume si trovano recessi ombrosi (i cottonwoods) perfetti per un pic nic, un pisolino, e chissà, forse, un incontro ravvicinato con famiglie di mule deer. Questo tratto va visitato con il sole alto di mezzogiorno per poter effettuare fotografie con sufficiente illuminazione. Bellissimo è anche il paesaggio che si gode lungo la Zion-Mount Carmel Highway, che si snoda tra continui saliscendi e collega la parte bassa del canyon agli elevati plateaus a est. Questa strada, nata dall'arguzia di qualche ingegnere, è un perfetto esempio di come architettura umana e naturale possano convivere in modo armonioso senza arrecare danno l'una all'altra. La strada passa attraverso due tunnel, uno dei quali è lungo circa 1 miglio. All'uscita di questo tunnel il paesaggio cambia drasticamente. Da una parte le massicce e infuocate scogliere del canyon, dall'altra montagne di sandstones (Checkerboard Mesa) dall'andamento più sinuoso e dai colori più tenui. Ci fermiamo a dormire a Mount Carmel (a 30km dall'uscita del parco), in un motel dignitoso dove spendiamo veramente poco (30$ la doppia).

 

 


 

 


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