Viaggio a Walea in Indonesia

""Così tentano di scapparmi, di sfuggirmi da sotto il naso le giornate, troppe le cose che richiamano la mia attenzione, le mie emozioni, prima di tutte… i profumi" BRUNO


 

la galleria fotografica
by Bruno Zamengo



periodo luglio 2006
km percorsi ...
costo ....
a cura di... Bruno Zamengo
   


Racconto di una vacanza a Walea, isola del gruppo delle Togian, nella regione di Sulawesi, Indonesia, fantastica per la vita sottomarina e le immersioni - di Bruno Zamengo

Per la mia quinta volta mi accingevo a partire per Walea e con me ci sarebbe stata Alessia e pensavo nei giorni immediatamente precedenti: come sarà stavolta? Mi sembrerà di rivivere una cosa già vissuta e per certi versi uguale? Ne rimarrò in un certo senso deluso?
Niente di più sbagliato e falso! Come in tutte le scorse, Walea ha saputo sorprendermi anche stavolta, lasciandomi entrare nel suo mondo senza chiedermi niente in cambio, facendomi sentire parte di ciò che stavo vivendo, come se fossi da sempre stato lì. Questa è Walea, e questo è il clima che si respira al villaggio che Simona, Luca e Lele gestiscono con grande equilibrio, capacità e rispetto per ciò che hanno trovato e li circonda.
Partiamo da Roma per Singapore, dopo il primo volo che ci ha visti decollare dall’aeroporto di Venezia. Ho sempre pensato che una vacanza con un viaggio lungo come questo bisogna viverla sin dall’inizio, senza avere la frenesia di arrivare il prima possibile, altrimenti te ne rovini una parte che invece ha molti aspetti positivi che si possono trovare e osservare nei luoghi con cui veniamo in contatto durante il viaggio stesso, ma il prerequisito è la calma.
Prima di partire, avevo fatto una richiesta particolare tramite il Tour operator, cioè di avere il menù vegetariano (è un servizio che la Singapore Airlines mette a disposizione dei clienti) e una volta partiti con il 777 un’hostess gentilissima viene subito a verificare l’esattezza della sua informazione. Il volo procede tranquillo e tra un film e una dormitina arriviamo a Singapore Changi in orario.
L’aeroporto è bello come sempre, molte cose interessanti da vedere, molti servizi (tra i quali un albergo con camere ad ora, massaggi ecc), ma la cosa che mi piace fare di più è salire in terrazza fumatori (anche se io non lo sono, invece Alessia si), dove c’è il giardino di girasoli, e nella vicina zona interdetta al fumo respirare per la prima volta l’aria dell’oriente… è una sensazione che mi avvolge, mi trasmette il clima del luogo e comincia a farmi sentire… a casa.

Si riparte. Questa volta la destinazione è Manado. I bagagli li avevamo già spediti da Venezia, perciò non erano un problema e in tasca avevo già i biglietti per questo volo, poiché a Roma (ma si può fare anche negli altri aeroporti di partenza dall’Europa) avevo fatto sia quelli per Singapore, sia quelli per Manado stessa. Questo è possibile perché la Silk Air, che fornisce il servizio per Manado, è di proprietà della Singapore Airlines.
In questo volo (anche qui per gli stessi motivi già detti mi forniscono il pranzo vegetariano) come tutte le volte precedenti dormo di brutto, perciò non me ne accorgo e siamo già arrivati. A Manado stavolta, rispetto alle altre, la faccenda è diversa: non ci si ferma più a dormire, ma l’ultimo mitico volo con l’Air Merpati con destinazione Luwuk è in coincidenza, così si guadagna una notte a Walea. Sono curioso di vedere se sarà più stancante fare il dritto oppure gratificante l’arrivo anticipato.
Le pratiche le sbrighiamo velocemente (ci sono oltre a noi altre 6 persone con la stessa nostra destinazione), anche perché c’è un incaricato del Walea Diving Resort che si occupa di pagare l’extra bagaglio e che ci aiuta per eventuali problemi burocratici. Si parte con un po’ di ritardo, comunque dopo un’ora e quindici circa atterriamo a Luwuk, sono circa le diciassette ora locale (sei ore in più rispetto a noi nel periodo dell’ora legale).

 


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